Il Siracide, un libro della Bibbia, dice: “Davanti a te sono posti il fuoco e l’acqua, stendi la mano a ciò che vuoi; davanti agli uomini stanno la vita e la morte, ciò che ciascuno desidera gli sarà dato” (Sir.15,14-17)
Siamo tutti colpiti dal dramma della libertà che porta tanti uomini a scegliere la menzogna, la violenza e la guerra. Ma siamo commossi di fronte a tanti uomini che – silenziosamente – vogliono costruire una vita buona, mettendo al centro la persona con il suo ineliminabile desiderio di felicità. Con queste persone vogliamo vivere, e stiamo già vivendo, un’amicizia che genera un’operosità instancabile. Una operosità tesa a rispondere a bisogni umani fondamentali, quali una casa degna in cui abitare, un cibo adeguato per quantità e qualità, un lavoro per mantenere la propria famiglia in cui far crescere i figli, delle scuole in cui educarli, la pace e dei luoghi dove liberamente trovarsi in letizia e per far festa. Ci interessa collaborare con tutti coloro che vivono una passione per la crescita dell’umano e per creare relazioni necessarie allo sviluppo integrale di ogni uomo, perché l’uomo è stato creato come un essere in relazione. Stiamo sperimentando positivamente questo cammino in Italia, nel nostro territorio e anche in altri luoghi dove vivono, soffrono e sperano amici cui vogliamo bene. Questo accade in Sierra Leone dove attorno alla casa di accoglienza St. Mary si è creata una rete virtuosa di persone e realtà che guardano alle possibilità di sviluppo. Recentemente 8 persone hanno fatto un viaggio in quella terra africana per capire meglio quali iniziative proporre. Da anni la famiglia Coccia di Rimini ha intrapreso una attività imprenditoriale (Gelateria, pizzeria, ristorante) in cui lavorano 75 giovani di quel territorio; c’è un interesse della Università di Bologna per avviare l’allevamento di pesci per migliorare la qualità della alimentazione; c’è l’incoraggiamento del Vescovo e della parrocchia. Assistiamo a un rapporto positivo fra profit e non profit per la costruzione del bene comune.
Accade in Venezuela dove i nostri amici di Trabajo y Persona, pur vivendo la drammaticità della loro situazione sociale, politica e di grave crisi economica non si sono abbandonati al lamento ma continuano a costruire luoghi di vivibilità e di rinascita e aiutano i più giovani e i più poveri attorno a loro. Per questo hanno costruito relazioni positive con la Chiesa locale, con la Caritas, con imprese disponibili a collaborare.
Concludo con quanto ha detto recentemente il card. Pizzaballa che vive nella tragica situazione della Terra Santa:
“La pace deve essere preparata da chi nel territorio è disposto a mettersi in gioco per fare qualcosa assieme agli altri anche se hanno culture diverse”.
Noi ci stiamo con chiunque ama la vita e vuole costruire un mondo migliore.
Arturo Alberti