12 Maggio, 2011

“Vorrei raccontare un fatto semplice successo qualche giorno fa che mi ha colpito molto.

Era un giorno qualsiasi, proprio come qualsiasi altro, in cui la lamentela sembra prevalere. Moltissimo lavoro e arrabbiature inutili, ma sembrava un giorno di lavoro normale…

Finche ricevo una telefonata, una delle tante, c’è un malato terminale di cancro che vuole confessarsi, lo hanno già mandato a casa perché non c’è più nulla da fare in ospedale, solo aspettare la morte. Per i sacerdoti, questa è la gente che non si vuole incontrare nel senso che è molto difficile parlare con loro, però poi sono gli incontri più belli anche se non si riescono a fare discorsi.

Mi avvio verso casa del malato, pensando a quello che gli dirò, ma non so se è cosciente o meno. Arrivo ed iniziamo la confessione. Mi racconta la sua storia e scopro che vive da 3 anni con una persona che però non può sposare. Mi dice piangendo che se si sposano, la sua donna perde la rendita che le serve per sopravvivere. Chiamo il vescovo al telefono e chiedo se il matrimonio in pericolo di morte si possa fare senza effetti civili, e lui mi conferma di si. Il malato cambia espressione con dolore, però molto contento. Poi arriva il figlio, a cui raccontiamo ciò che è successo. Il figlio ha due bellissime gemelle di 4 anni e gli chiedo se anche lui voglia sposarsi, dal momento che nemmeno lui è sposato in chiesa. Ci pensa su, si apre una strada nel suo cuore, vediamo che succede. Stabiliamo una data per il matrimonio, l’indomani. Facciamo una messa bellissima, molto commovente, celebrata in questa casa, molto povera, ma dove la presenza di Dio opera un miracolo: confessione, comunione per gli sposi dopo tanto tempo. Arriva il momento dello scambio degli anelli, e vedo che non ce li hanno. Chiedo il motivo, e mi rispondono che non hanno mai avuto i soldi per comprarli. Mi commuovo e proseguo la messa. Tutto termina con un applauso e come ogni matrimonio con un bacio, che potrebbe essere l’ultimo, solo Dio lo sa.

Ringrazio Gesù per avermi fatto capace di vedere la tua presenza anche oggi hai avuto pietà del mio niente.”

Padre Alberto Bertaccini.

 

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